Valle d’Itria in 7 Giorni: Itinerario tra Borghi, Mare e Campagna
Una settimana in Valle d’Itria vola in fretta, tante sono le cose da vedere, provare e gustare. Noi che qui ci viviamo lo diciamo sempre ai nostri ospiti: sette giorni bastano per conoscere i borghi principali, fare qualche bagno, perdersi in un mercato e tornare a casa con la voglia di ritornare. Non bastano per vedere tutto, e va bene così.
Questo itinerario nasce dai consigli che diamo ogni settimana a chi soggiorna nei nostri trulli. Ogni giornata unisce un borgo a un’esperienza diversa (il mare, la storia, la campagna, la tavola) con spostamenti brevi: tra le tappe principali ci sono quasi sempre meno di quaranta minuti d’auto, mentre le gite facoltative a Bari e Lecce richiedono un’ora o più. L’ordine dei giorni è indicativo: puoi ricomporlo in base al meteo e alla tua voglia di mare.
Prima di partire: come usare questo itinerario
L’auto è quasi indispensabile. I borghi sono collegati dalle Ferrovie del Sud Est e la costa dalla linea Trenitalia Bari-Lecce, ma gli orari sono pensati per chi va al lavoro, non per chi è in vacanza, e masserie, spiagge e ciclovia si raggiungono solo su strada. Quasi tutti i centri storici sono pedonali o a traffico limitato: parcheggia fuori dalle mura e cammina.
Guarda subito il calendario dei mercati. I mercati settimanali hanno giorni fissi (li trovi al giorno 4): conviene sistemare le giornate in base al giorno della settimana in cui arrivi, prima ancora di partire.
La base ideale è la campagna tra Cisternino, Martina Franca, Locorotondo e Ostuni: da qui ogni tappa di questo itinerario è a meno di un’ora. Se il mare è la tua priorità, scegli una dimora nella zona di Ostuni o di Fasano; se preferisci i borghi e la quiete, la campagna tra Cisternino e Martina Franca è il centro della valle. Trovi i nostri suggerimenti in fondo alla pagina.
Il periodo più bello per fare tutto, mare compreso, va da fine maggio a fine settembre. In primavera e in autunno i borghi si godono meglio e la campagna è al suo massimo, ma per il bagno serve un po’ di fortuna con il meteo: per questo, per ogni giornata, ti suggeriamo anche un’alternativa fuori stagione.
La settimana in sintesi
| Giorno | Tappe | Da non perdere |
|---|---|---|
| 1 | Ostuni, Parco delle Dune Costiere, Cisternino | La cena ai fornelli di Cisternino |
| 2 | Martina Franca, Locorotondo | Il tramonto sul “lungomare” di Locorotondo |
| 3 | Alberobello, Monopoli | Il Rione Aia Piccola di mattina presto |
| 4 | Mercato settimanale, mare o Grotte di Castellana | La spesa al mercato insieme ai residenti |
| 5 | Egnazia, Archeolido, Polignano a Mare | Lo snorkeling sul porto romano |
| 6 | Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, Grottaglie | La campagna a passo lento tra trulli e muretti a secco |
| 7 | Relax in trullo, gita a Bari o Lecce | Una cena con lo chef nella tua dimora |
Giorno 1: Ostuni, il mare delle Dune Costiere e Cisternino
Il primo giorno è un riassunto della Valle d’Itria: una città bianca sulla collina, il mare a un quarto d’ora, e la sera un borgo dove si cena con la carne cotta davanti ai tuoi occhi.
La mattina a Ostuni, la Città Bianca
Vista da lontano, Ostuni sembra un miraggio: tre colli ricoperti di case imbiancate a calce che si stagliano contro il verde argento degli uliveti. Per entrare nel centro storico, che gli ostunesi chiamano “la Terra”, si parte da Piazza della Libertà, con la colonna di Sant’Oronzo, e si sale senza fretta lungo via Cattedrale. Si passa sotto l’Arco Scoppa e si arriva alla Concattedrale, costruita tra il 1435 e il 1495, con il rosone a 24 raggi tra i più grandi del suo genere in Europa.
Lungo la stessa via, nell’ex convento di Santa Maria Maddalena dei Pazzi, il Museo di Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale custodisce la “Donna di Ostuni”, una giovane donna in attesa di un bambino vissuta circa 25.000 anni fa: se hai tempo, una sosta breve che vale la pena, soprattutto con i ragazzi. Prima di scendere, la vista più bella sulla città la trovi dal belvedere di Corso Vittorio Emanuele II, proprio di fronte al centro storico.
Per il pranzo, Piazzetta Cattedrale è a due passi dal duomo; Casa San Giacomo è un’altra delle nostre tavole di fiducia nel centro storico. Se capiti di sabato, dedica la mattina al mercato settimanale: ne parliamo al giorno 4.
Il primo pomeriggio al mare, nel Parco delle Dune Costiere
Dal centro di Ostuni la costa è a meno di dieci chilometri. Il Parco Naturale Regionale delle Dune Costiere, da Torre Canne a Torre San Leonardo, è un tratto di litorale protetto con dune alte di sabbia, ginepri, macchia mediterranea e piccole lagune alle spalle della spiaggia. Puoi scegliere un lido attrezzato, come Lido Morelli o Lido Bosco Verde, oppure uno dei tratti di spiaggia libera tra un lido e l’altro. L’acqua è bassa e limpida, ideale con i bambini.
Se il tempo non invita al bagno, a un paio di chilometri dal parco c’è Masseria Brancati, una masseria fortificata immersa nella piana degli ulivi, dove su prenotazione si visita l’uliveto monumentale con una guida e si conclude con una degustazione di olio extravergine. È uno dei modi migliori per capire perché, da queste parti, l’ulivo è quasi un membro della famiglia.
La sera a Cisternino, tra il belvedere e i fornelli
Nel tardo pomeriggio si risale verso Cisternino. Si entra dalla Torre Grande, la torre normanna con la statua di San Nicola, e ci si perde tra gli atri, le scalette esterne e i vicoli dei rioni storici, che ricordano un villaggio orientale. Tutte le strade portano prima o poi in Piazza Vittorio Emanuele, sotto la Torre dell’Orologio: è il posto giusto per un gelato.
Prima di cena fermati al belvedere della Villa Comunale, con un panorama a 180 gradi sulla valle: i trulli sparsi tra gli ulivi e, in lontananza, la sagoma di Martina Franca. Al tramonto è il nostro angolo preferito del borgo.
Per cena, Cisternino è la capitale dei fornelli pronti: nelle macellerie del centro scegli la carne al banco (bombette, salsiccia, gnummeredd) e te la arrostiscono al momento, da mangiare ai tavolini nel vicolo con un bicchiere di rosso. D’estate conviene arrivare verso le 19:30, prima della folla.
In pratica. Da Ostuni al mare circa 15 minuti, dalla costa a Cisternino circa mezz’ora. A Ostuni il parcheggio più comodo è sotto le mura, in via Giosuè Pinto; a Cisternino lungo via San Quirico e via Roma. Il percorso della giornata su Google Maps.
→ Leggi la nostra guida di Ostuni
→ Leggi la nostra guida di Cisternino
Giorno 2: Martina Franca e Locorotondo
Due borghi a dieci minuti l’uno dall’altro e due modi diversi di essere belli: il barocco aristocratico di Martina e il cerchio bianco di Locorotondo affacciato sui vigneti.
Martina Franca, barocco e capocollo
Si entra nel centro storico dalla Porta di Santo Stefano, che i martinesi chiamano anche Arco di Sant’Antonio, e ci si ritrova in Piazza Roma davanti al Palazzo Ducale, con i balconi in ferro battuto e i saloni affrescati, oggi sede del Comune. Pochi passi e si arriva in Piazza Plebiscito, dominata dalla facciata della Basilica di San Martino, ricca di sculture all’esterno e di marmi e dipinti all’interno. Accanto, Piazza Maria Immacolata, a semicerchio e circondata dai portici, è il salotto dove i martinesi prendono il caffè.
Il barocco di Martina non sta in un solo monumento: è nei portali, nei balconi, nelle chiese che si incontrano camminando. Alza lo sguardo e troverai putti, conchiglie e volute di pietra a ogni angolo.
A pranzo, la Trattoria La Tana è una delle nostre tavole preferite in centro. Poi una sosta in pasticceria per il bocconotto, il dolce di pasta frolla ripiena tipico di Martina, o per una granita d’estate. Prima di ripartire compra un pezzo di capocollo di Martina Franca, stagionato e affumicato con la corteccia di fragno, Presidio Slow Food. Se il soggiorno cade tra luglio e agosto, controlla il programma del Festival della Valle d’Itria: un’opera nel cortile del Palazzo Ducale è un’esperienza rara.
Locorotondo, il borgo rotondo
Da Martina a Locorotondo sono dieci minuti, e arrivando dalla provinciale si capisce subito il nome: il centro storico disegna un cerchio quasi perfetto in cima alla collina. Nel centro storico spiccano le cummerse, le case con il tetto a doppio spiovente rivestito di chiancarelle, che rendono Locorotondo diverso da ogni altro borgo della valle. Si parte da Porta Napoli, si attraversa Piazza Vittorio Emanuele e ci si lascia guidare dalle strade concentriche, tra balconi fioriti e iscrizioni latine sugli architravi.
La passeggiata più bella è quella su via Nardelli, che i locorotondesi chiamano “lungomare” anche se il mare non c’è: una terrazza naturale sulla valle, con vigneti e trulli fino all’orizzonte. Ai suoi piedi, tra i terrazzamenti, c’è il vigneto urbano di Sírose, curato dall’Azienda Agricola Bufano Domenico, dove su prenotazione si degusta il vino con la valle davanti. In alternativa, nella campagna locorotondese la cantina I Pastini organizza visite e degustazioni dei bianchi del territorio, a cominciare dal Locorotondo DOC.
Resta fino al tramonto: dalla strada che scende verso Martina il profilo del borgo si accende di arancio ed è uno dei panorami più belli della Valle d’Itria. Il venerdì mattina c’è il mercato settimanale in Piazza Mitrano; ad agosto il Locus Festival porta musica internazionale nel centro storico, e dal 15 al 17 agosto la festa di San Rocco riempie il cielo di luminarie e fuochi d’artificio.
In pratica. A Martina Franca si parcheggia intorno alla Villa Comunale o in via Paisiello; a Locorotondo nel parcheggio sotterraneo di Piazza Aldo Moro, a due passi dal centro. Il percorso della giornata su Google Maps.
→ Leggi la nostra guida di Martina Franca
→ Leggi la nostra guida di Locorotondo
Giorno 3: Alberobello e Monopoli
Dai trulli patrimonio UNESCO al porto dei pescatori: la giornata che unisce i due simboli della Puglia, la pietra e il mare.
Alberobello, la capitale dei trulli
Chi viene in Puglia non può mancare Alberobello: oltre mille trulli stretti gli uni agli altri, riconosciuti Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1996. Il segreto è l’orario. Da maggio a settembre arriva prima delle dieci o nel tardo pomeriggio, quando la maggior parte dei gruppi organizzati è ripartita e i vicoli tornano a respirare; ad agosto, però, c’è movimento anche la mattina presto.
Il Rione Monti è il quartiere più conosciuto, con le botteghe lungo le stradine in salita e, in cima, la Chiesa di Sant’Antonio, costruita anch’essa a trullo. Attraversando Piazza del Popolo si sale invece al Rione Aia Piccola, ancora abitato dai residenti, dove l’atmosfera è più raccolta. Nelle botteghe ci si può far raccontare come si costruisce un trullo a secco, senza malta (la storia la trovi nella nostra pagina sulle origini dei trulli), e assaggiare un rosolio locale; il Trullo Sovrano, il più grande del paese e su due piani, oggi è un piccolo museo.
Fuori stagione. Se puoi, torna ad Alberobello in autunno o in inverno. Nell’Aia Piccola il fumo sale dai comignoli, una nebbiolina leggera invade i vicoli e la luce gialla dei lampioni resta sospesa nell’aria umida: il paese diventa un paesaggio da fiaba, una specie di incantesimo che riporta indietro nel tempo.
Per gli appassionati di vino, la Cantina Albea è in pieno centro, in via Due Macelli: su prenotazione organizza visite alla cantina e al suo museo del vino, con degustazione finale.
Monopoli, il borgo di mare
Da Alberobello si scende verso la costa e in mezz’ora si arriva a Monopoli. È appena fuori dai confini della Valle d’Itria, ma è una tappa che non si può saltare. Il borgo antico è un intreccio di viuzze bianche che sbucano sul mare; al centro c’è la Cattedrale della Madonna della Madia, che custodisce l’icona bizantina arrivata, secondo la tradizione, su una zattera, e poco lontano il Castello di Carlo V, affacciato sull’acqua.
Le strade portano al Porto Vecchio, con i gozzi azzurri dei pescatori, e da lì comincia la passeggiata lungo le mura sul mare. Per il pranzo il centro storico è pieno di trattorie: tra quelle che consigliamo ci sono l’Osteria Perricci e la Trattoria La Locanda dei Mercanti. Un consiglio sincero: nelle settimane centrali di agosto evita le ore di punta, perché con la folla il servizio ne risente ovunque.
Il pomeriggio è per il bagno. Cala Porta Vecchia è la spiaggetta sotto le mura, a pochi minuti a piedi dal centro; poco più a sud ci sono le calette di Porto Bianco e Porto Rosso e, in auto, la costa di Capitolo, dove le calette libere si alternano a lidi attrezzati: per le calette, in alta stagione, arriva presto.
In pratica. Ad Alberobello si parcheggia in Largo Martellotta o lungo via Barsento. Da Alberobello a Monopoli circa 30 minuti; a Monopoli lascia l’auto fuori dal centro storico, per esempio nel parcheggio vicino a Cala Porta Vecchia. Il percorso della giornata su Google Maps.
→ Leggi la nostra guida di Alberobello
Dove dormire? Se l’itinerario ti convince, in fondo alla pagina trovi le dimore più comode da cui seguirlo, oppure puoi sfogliare subito tutte le nostre case vacanza.
Giorno 4: un mercato, il mare o le Grotte di Castellana
La giornata più libera della settimana, da costruire intorno al mercato del giorno.
La mattina al mercato settimanale
I mercati settimanali della Valle d’Itria sono un’esperienza da non perdere. Hanno i colori, gli odori e il vociare dei mercati del Mediterraneo orientale, con le aree divise per genere: frutta e verdura dei contadini, formaggi freschi, olive e taralli, frutta secca, piante, e poi abbigliamento, scarpe, casalinghi e attrezzi. Non sono mercati per turisti: sono il posto dove la gente del posto fa la spesa, si incontra e prende il caffè al bar.
| Giorno | Mercato settimanale |
|---|---|
| Lunedì | Cisternino |
| Martedì | Monopoli |
| Mercoledì | Martina Franca (da via Recupero a Piazza d’Angiò) e Fasano |
| Giovedì | Alberobello (Largo Martellotta e via Barsento) |
| Venerdì | Locorotondo (Piazza Mitrano) |
| Sabato | Ostuni (via degli Emigranti, vicino alla chiesa della Madonna del Pozzo) |
I mercati cominciano verso le otto e chiudono intorno alle tredici: arriva entro le nove, quando i banchi sono pieni e il parcheggio si trova. Porta contanti e una borsa capiente. Al mercato del sabato di Ostuni, oltre al cibo, c’è un vero bazar con una zona di abiti vintage e di seconda mano dove si fanno ottimi affari.
Se i formaggi li preferisci direttamente da chi li fa, Masseria Conte, sulla strada che da Cisternino scende verso Speziale, produce latticini con il latte delle sue mucche e organizza piccole visite e degustazioni per gruppi; alla Selva di Fasano, Masseria Lisi vende pane, focacce, salumi e carne da barbecue prodotti in azienda. Trovi i contatti nella pagina delle nostre degustazioni in masseria.
La domenica tocca ai mercatini dell’antiquariato, una vera chicca per chi ama la biancheria antica, i mobili e gli oggetti di casa di una volta:
| Domenica | Mercatino dell’antiquariato |
|---|---|
| Prima del mese (escluso agosto) | Cisternino, parcheggio di via Clarizia |
| Seconda del mese (da giugno a settembre anche la quarta) | Ostuni, via degli Emigranti |
| Terza del mese (escluso agosto) | Martina Franca, Foro Boario di Ortolini |
| Ultima del mese | Ceglie Messapica, piazza Sant’Antonio |
Date e luoghi possono cambiare da un anno all’altro: prima di partire chiedi conferma ai tuoi host.
Il pomeriggio tra dune e lagune
Dopo il pranzo in uno dei borghi, la seconda metà della giornata si passa al mare. Il Parco delle Dune Costiere e la Riserva Naturale di Torre Guaceto sono due scrigni di biodiversità: dietro la spiaggia si aprono lagune e zone umide abitate dagli uccelli migratori, attraversate da sentieri dove passeggiare anche in autunno e in inverno, quando la costa è tutta per te.
Torre Guaceto, riserva naturale e area marina protetta a circa mezz’ora da Ostuni verso Brindisi, non si attraversa in auto: si lascia la macchina nei parcheggi a pagamento autorizzati e d’estate si raggiunge la spiaggia a piedi, in bicicletta o con la navetta, quando è attiva. L’acqua è tra le più trasparenti della costa adriatica; porta maschera e boccaglio, ma ricorda che in alcune zone della riserva la balneazione è vietata.
Se piove o fuori stagione: le Grotte di Castellana
Se il soggiorno è invernale, se piove o se il mare non ti chiama, a una ventina di minuti da Alberobello ci sono le Grotte di Castellana, tra le più spettacolari d’Italia. La visita comincia dalla Grave, l’enorme voragine d’ingresso profonda circa 60 metri, e prosegue sottoterra tra stalattiti, stalagmiti e cristalli fino alla Grotta Bianca, scintillante di calcite.
Le visite sono solo guidate, a orari fissi, anche in inglese. Il percorso breve è lungo circa un chilometro e dura una cinquantina di minuti; quello completo, l’unico che arriva alla Grotta Bianca, è di circa tre chilometri e dura circa un’ora e quaranta. Sottoterra la temperatura resta intorno ai 16-18 gradi tutto l’anno, con un’umidità altissima: porta una felpa anche ad agosto e scarpe che non scivolano. In alta stagione conviene prenotare sul sito ufficiale delle Grotte.
In pratica. Mercato e mare stanno bene insieme quando il mercato è vicino alla costa, come il sabato a Ostuni o il mercoledì a Fasano. Dalle Grotte di Castellana ad Alberobello ci sono circa 20 minuti d’auto, a Monopoli e al mare circa 25.
→ Le Grotte di Castellana e le altre mete fuori dalla Valle d’Itria
Giorno 5: Egnazia, l’Archeolido e Polignano a Mare
Una giornata sulla costa tra Fasano e Polignano, dalla città romana affacciata sul mare alle case a strapiombo sulla scogliera.
Il Parco Archeologico di Egnazia
Chi ama la storia, ma anche chi vuole solo capire le origini di questa terra abitata da Messapi, Greci e Romani, trova molte risposte a Egnazia. Citata da Plinio, Strabone e Orazio, l’antica Gnathia fu un porto importante lungo la Via Traiana, la strada romana che portava a Brindisi e da lì verso l’Oriente. Nel parco si cammina tra le mura messapiche, il foro, il criptoportico, le basiliche paleocristiane e i resti delle case con i mosaici, fino alla necropoli con le tombe a camera.
Il Museo Archeologico Nazionale “Giuseppe Andreassi”, all’ingresso, conserva la ceramica detta appunto di Gnathia, i corredi funerari e una sezione dedicata al mare e all’archeologia subacquea. Conta almeno due ore per parco e museo, meglio di mattina, quando fa meno caldo. Gli orari cambiano con le stagioni, quindi controllali prima di partire; la prima domenica del mese l’ingresso è gratuito.
Snorkeling sul porto romano all’Archeolido
A pochi minuti dal parco, sulla spiaggia accanto agli scavi, c’è l’Archeolido. Con maschera e boccaglio si nuota sopra i resti dell’antico porto di Egnazia: per non perdere i punti più interessanti conviene prenotare l’uscita con una guida. È un modo insolito di guardare il patrimonio archeologico, dal mare, e piace moltissimo ai ragazzi. Fuori stagione l’Archeolido, come gli altri stabilimenti, di solito è chiuso: la giornata funziona comunque con il parco, il museo e una passeggiata a Polignano, che d’inverno è tutta per te.
All’Archeolido si può anche pranzare con piatti freddi e caldi della tradizione pugliese, con proposte vegetariane, vegane e senza glutine. In alternativa, a Savelletri, a pochi minuti, l’Osteria del Porto è uno dei nostri indirizzi per il pesce.
Il tramonto a Polignano a Mare
In una ventina di minuti si arriva a Polignano a Mare, arroccata sulle falesie. Si entra nel centro storico dall’Arco Marchesale e si cammina fino alle terrazze a strapiombo sull’Adriatico, cercando sui muri e sui gradini le poesie dipinte a mano dallo street artist Guido il Flâneur.
Il punto più famoso è Lama Monachile, chiamata anche Cala Porto: una piccola spiaggia di ciottoli chiusa tra due pareti di roccia, sotto il ponte borbonico costruito sul tracciato della Via Traiana. Sul lungomare c’è la statua di Domenico Modugno, figlio illustre del paese, con le braccia aperte verso il mare. Polignano ospita da anni una tappa della Red Bull Cliff Diving World Series, con date che cambiano ogni anno: se capiti in quei giorni, il paese è in festa.
Prima di ripartire, fermati in piazza Garibaldi da Mario Campanella, “Il Super Mago del Gelo”, per un gelato artigianale o per il caffè speciale, la ricetta nata qui che a Polignano è un piccolo rito.
In pratica. Da Fasano a Egnazia circa 15 minuti, da Egnazia a Polignano circa 20. A Polignano il centro storico è pedonale e d’estate i parcheggi si riempiono presto. Se vuoi vedere la costa dal mare, dal porto di Torre Canne partono le uscite in barca di Angelo Pesca Turismo, su una motobarca da pesca con aperitivo a bordo e sosta per il bagno, e le escursioni private di Carani Nautica: trovi tutto nella pagina delle nostre escursioni in barca. Il percorso della giornata su Google Maps.
→ Leggi la nostra guida di Fasano, Egnazia e la costa
Giorno 6: la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese e le ceramiche di Grottaglie
La campagna a passo lento la mattina, l’artigianato della ceramica il pomeriggio.
A piedi o in bicicletta lungo la Ciclovia dell’Acquedotto
In primavera, in autunno o in una tiepida giornata d’inverno, una lunga passeggiata o una pedalata sulla Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese ti fa vedere la Valle d’Itria come la vedono i contadini. Il tratto della valle segue la strada di servizio del grande canale dell’acquedotto per circa quindici chilometri, da Figazzano, frazione di Cisternino a metà strada verso Locorotondo, fino alla Pineta Ulmo di Ceglie Messapica.
È una strada sterrata, lontana dal traffico, con dislivelli contenuti e qualche breve salita, che attraversa piccole valli disseminate di trulli, uliveti, vigneti e boschi di querce, tra muretti a secco, chiesette di campagna ed edicole votive. Il silenzio è interrotto solo dagli uccelli e da qualche trattore. Le tracce GPS si scaricano dal sito ufficiale della ciclovia: la segnaletica non è dappertutto, ed è meglio averle sul telefono.
Porta acqua e cappello, perché l’ombra è poca, ed evita le ore centrali da giugno a settembre. La ciclovia è un percorso lineare, quindi si torna indietro sulla stessa strada: a piedi basta partire da Figazzano e camminare due o tre chilometri prima di rientrare; in bicicletta puoi spingerti più lontano, tenendo conto del ritorno al punto dove hai lasciato l’auto. Il noleggio delle biciclette lo organizziamo noi per i nostri ospiti: chiedicelo qualche giorno prima.
Il pranzo può essere al sacco tra gli ulivi, oppure, ripresa l’auto, a Ceglie Messapica, a pochi minuti dalla Pineta Ulmo: è la capitale gastronomica della valle, dove ogni trattoria ha la sua ricetta di orecchiette.
Il pomeriggio a Grottaglie, la città delle ceramiche
Da Ceglie, in circa mezz’ora d’auto, si arriva a Grottaglie, in provincia di Taranto, una delle capitali italiane della ceramica. Nel Quartiere delle Ceramiche, ai piedi del Castello Episcopio, una cinquantina di botteghe e laboratori sono scavati direttamente nella roccia, nelle grotte che hanno dato il nome alla città.
Qui puoi guardare i ceramisti al tornio, entrare nei laboratori e scegliere i manufatti della tradizione: piatti, brocche, e i pumi, i boccioli di ceramica che in Puglia si mettono su balconi e muretti come portafortuna e simbolo di prosperità. Dentro il castello, il Museo della Ceramica raccoglie oltre cinquecento pezzi, dai vasi antichi alle maioliche ai presepi. Controlla gli orari prima di partire: fuori stagione il museo apre solo in alcune fasce della giornata.
In pratica. L’accesso più comodo alla ciclovia è da Figazzano o dalla Pineta Ulmo di Ceglie. Da Ceglie a Grottaglie circa 30 minuti; da Grottaglie a Martina Franca circa 40. Se vuoi fare anche Grottaglie, tieni la ciclovia alla mattina e non oltre due o tre ore. Il percorso in auto su Google Maps.
→ Leggi la nostra guida di Ceglie Messapica
Giorno 7: relax in trullo, oppure una gita a Bari o Lecce
Dopo giornate intere passate a esplorare, l’ultimo giorno è fatto per rallentare.
Una giornata in trullo
Un tuffo in piscina, la colazione lunga sotto il pergolato, un barbecue con amici e familiari all’ombra degli ulivi: il bello di soggiornare in un trullo è anche questo, godersi la casa e il giardino senza orari e senza mete. È anche il giorno giusto per comprare quello che vuoi portare a casa, olio, vino, taralli, capocollo, direttamente da chi lo produce.
Se vuoi chiudere la settimana con una cena speciale senza muoverti, possiamo organizzarti uno chef privato che cucina nella tua dimora con i prodotti di stagione del territorio. Per imparare a fare le orecchiette a mano ci sono le cooking class di Dire Fare Gustare, in un’antica masseria, o di Puglia Kitchen, che porta l’insegnante e gli ingredienti direttamente nel tuo trullo; Humus Nature, invece, organizza degustazioni di olio extravergine in casa. Contatti e dettagli sono nella pagina dei nostri servizi ed esperienze.
Bari, la città di San Nicola
Per chi non è ancora stanco di visitare e curiosare, Bari è a circa un’ora d’auto. Bari Vecchia è un labirinto di vicoli tra la Basilica di San Nicola, che custodisce le reliquie del santo ed è meta di pellegrini da tutto il mondo, la Cattedrale di San Sabino e il Castello Normanno-Svevo. Nella strada dell’Arco Basso le signore del quartiere fanno le orecchiette a mano davanti alla porta di casa. Si chiude con una passeggiata sul lungomare e un panzerotto fritto.
Lecce, la capitale del barocco
Lecce è a circa un’ora da Ostuni, un’ora e mezza dalla zona di Martina Franca: conta una giornata intera, viaggio di andata e ritorno compreso. È la capitale del barocco pugliese, con le facciate ricamate nella pietra leccese, calcarea, morbida e dorata. Da vedere la Basilica di Santa Croce, Piazza del Duomo e Piazza Sant’Oronzo, con l’anfiteatro romano in mezzo alla città. A merenda, un pasticciotto caldo; nelle botteghe del centro, l’artigianato della cartapesta.
In pratica. I centri storici di Bari e Lecce sono a traffico limitato. Se soggiorni verso Ostuni o Fasano, puoi lasciare l’auto alla stazione (Ostuni, Fasano o Monopoli, sulla linea Bari-Lecce) e prendere il treno regionale: dalle stazioni di Bari e di Lecce il centro storico si raggiunge a piedi in un quarto d’ora circa, senza pensieri di traffico e parcheggio.
→ Bari, Lecce e le altre mete da scoprire in Puglia
Dove dormire per vivere questo itinerario
Tutte le tappe di questo itinerario si raggiungono in giornata da qualunque delle nostre dimore. Per scegliere la base, pensa a cosa farai più spesso.
Se vuoi stare al centro della valle, la campagna tra Cisternino e Martina Franca è la posizione più comoda: Trullo Meraviglie e Trullo di Marella sono a poche centinaia di metri l’uno dall’altro, al crocevia tra le province di Bari, Brindisi e Taranto, e Borgo Specchiaruzzo accoglie fino a quattordici persone a quattro chilometri da Cisternino.
Se il mare è la priorità, scegli la zona di Ostuni o di Fasano: Trullo Candido è a due chilometri dalla costa, Trullo il Nespolo a metà strada tra la Città Bianca e il mare, Vigne di Salamina ha una rara vista mare sulle colline di Fasano. Per i gruppi numerosi, Trullo La Zisa ospita fino a ventidue persone a sette chilometri dalla spiaggia.
Se la piscina è un requisito, parti dalla selezione dei nostri trulli con piscina; per vedere dove si trova ogni dimora rispetto ai borghi e al mare, c’è la mappa dei trulli.
Domande frequenti sull’itinerario in Valle d’Itria
Quanti giorni servono per visitare la Valle d’Itria?
Con tre o quattro giorni si vedono i borghi principali: Alberobello, Locorotondo, Martina Franca, Cisternino e Ostuni. Una settimana permette di aggiungere il mare, un mercato, Egnazia, Polignano a Mare e una giornata di riposo senza correre. Le distanze sono brevi: tra un borgo e l’altro ci sono di solito 10-30 minuti d’auto.
Dove conviene dormire per visitare la Valle d’Itria?
Nella campagna tra Cisternino, Martina Franca, Locorotondo e Ostuni: da qui i borghi principali si raggiungono in 10-40 minuti, a seconda di dove si trova la dimora, e il mare in 20-40 minuti. Un trullo con piscina in campagna permette di alternare le escursioni a giornate di relax.
Serve l’auto per questo itinerario?
Sì. Treni e autobus collegano i centri principali ma con orari limitati, e masserie, spiagge e ciclovia si raggiungono solo su strada. Il treno è invece comodo per le gite a Bari e Lecce.
In che giorni ci sono i mercati settimanali in Valle d’Itria?
Lunedì a Cisternino, martedì a Monopoli, mercoledì a Martina Franca e Fasano, giovedì ad Alberobello, venerdì a Locorotondo e sabato a Ostuni, più o meno dalle 8 alle 13.
Qual è il periodo migliore per una settimana in Valle d’Itria?
Da fine maggio a fine settembre per unire borghi e mare; maggio, giugno, settembre e ottobre per trovare meno folla e temperature più dolci. In inverno i borghi sono tranquillissimi e Alberobello con la nebbia è magica, ma diverse attività sulla costa sono chiuse.
L’itinerario è adatto ai bambini?
Sì. Le spiagge del Parco delle Dune Costiere hanno acqua bassa, i mercati e i fornelli di Cisternino piacciono a tutti, e l’Archeolido e le Grotte di Castellana sono una piccola avventura. Con bambini piccoli, lo Zoosafari di Fasano può sostituire una delle tappe.
Le Grotte di Castellana vanno prenotate?
Le visite sono solo guidate e partono a orari fissi; in alta stagione e nei fine settimana conviene prenotare online. Il percorso completo, fino alla Grotta Bianca, dura circa un’ora e quaranta, quello breve circa cinquanta minuti.
Informazioni verificate a novembre 2026. Orari, date dei mercati e aperture dei musei possono cambiare: in caso di dubbio chiedi a noi.
→ Scopri tutti i borghi della Valle d’Itria


































